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Europa e Costituzione: regole e leggi

La Costituzione italiana si trova al primo livello della gerarchia delle fonti, di conseguenza tutte le leggi di rango inferiore contrarie ai principi contenuti all’interno della Costituzione vengono automaticamente annullate, ma come si inseriscono all’interno del nostro ordinamento legislativo le direttive e i trattati comunitari?

Secondo la gerarchia delle fonti presente nel nostro ordinamento, tra le fonti costituzionali troviamo anche le legge costituzionali e i trattati europei, questa parificazione può essere ben spiegata dall’art. 11 della Costituzione Italiana che recita: ” consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”. In questo articolo, quindi è sancita la cosiddetta limitazione di sovranità, per garantire quel processo di integrazione e cooperazione che la base su cui si fonda l’Unione Europea.
Sempre nell’ottica del processo di integrazione europea si è anche stabilito che sono fonti primarie, quindi un gradino al di sotto rispetto alle fonti costituzionali, anche le norme derivanti dai Trattati internazionali, le direttive e i regolamenti comunitari. Nel 2004 per rendere ancora più forte e coesa la collaborazione tra gli Stati membri oltre alla ratificazione del Trattato di Roma, nacque il progetto di una Costituzione Europea, un progetto che è stato accantonato vista l’opposizione della Francia e dei Paesi Bassi.
Nonostante la Costituzione Europea non sia stata adottata, il diritto europeo è entrato a pieno titolo nel nostro ordinamento legislativo e ha sempre più limitato la sovranità del nostro paese in alcuni determinati settori. Il principio sancito dall’art 11 della Costituzione Italiana ha fatto sì che possano esserci delle deroghe alle norme costituzionali se sono in contrasto con i trattati comunitari. La limitazione di sovranità, per intenderci, ha permesso un trasferimento di molte competenze dello Stato all’Unione Europea determinando il primato del diritto comunitario sul nostro diritto interno, anche se sono le leggi sono di rango costituzionale. Gli Stati membri hanno deciso di comune accordo di affidare agli organi dell’Unione Europea una competenza esclusiva in alcuni determinati settori o campi di interesse: unione doganale, politica monetaria (solo per gli Stati membri che hanno aderito all’Euro), conservazione delle risorse biologiche, politica commerciale e per quanto riguarda le regole per la concorrenza in ambito comunitario.

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