europa e educazione

L’educazione negli stati membri della comunità europea

Gli stati membri dell’UE, in virtù del principio di sussidiarietà, hanno piena autonomia nel campo dell’istruzione, ma è comunque previsto un intervento dell’Unione per favorire gli scambi interculturali e di promuovere iniziative che mirino al miglioramento dei sistemi d’istruzione dei singoli Stati.
Il ruolo dell’Unione Europa nel campo dell’istruzione è di supporto e di integrazione e non può assolutamente sostituirsi all’autorità degli Stati membri.

Per comprendere come l’Unione Europea interviene per favorire lo sviluppo dell’insegnamento a livello comunitario è opportuno citare l’art. 14 che sancisce: “ogni persona ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua” e per rispettare questo principio ha creato alcuni programmi educativi che mirano a migliorare l’istruzione dei cittadini europei.
Gli Stati membri dell’Unione Europea per coordinarsi e adottare politiche uniformi nel settore dell’istruzione e della formazione hanno creato per la prima volta, nel 2002, un programma di lavoro univoco chiamato “Istruzione e formazione 2010”; durante questo incontro si sono fissati tre obiettivi generali da realizzare entro il 2010: migliorare la qualità dell’insegnamento, favorire l’accesso alla scuola di tutti gli studenti e apertura dell’UE verso il resto del mondo a livello di formazione.
Il processo di supporto all’istruzione continua nel 2009 con il secondo incontro degli Stati dell’UE per
stilare un nuovo programma di lavoro, chiamato questa volta ET 2020 (Education e Training 2020) che dovrà durare fino al 2020. Questo secondo progetto per il settore dell’istruzione e della formazione ha invece ampliato gli obiettivi e si pone come mission principale quella di migliorare i sistemi di istruzione e formazione di tutti gli Stati membri. Per realizzare il programma ET 2020, l’Unione Europea ha deciso di favorire “l’apprendimento permanente e la mobilità”, di conseguenza saranno promossi programmi scolastici che siano aperti verso il mondo e che garantiscano alti livelli di istruzione, inoltre dovranno essere privilegiate quelle iniziative che contribuiscano a “promuovere l’equità, la coesione sociale e la cittadinanza attiva”. L’integrazione sociale inizia, secondo l’UE, solo e soltanto da una buona conoscenza della realtà sociale e questo obiettivo può realizzarsi con programmi scolastici che promuovono l’uguaglianza tra popoli, la coesione e la fratellanza. L’ultimo obiettivo contenuto in ET 2020 è di supportare e incoraggiare tutti i progetti educativi che mirino a favorire la realizzazione personale e la creatività del singolo individuo in ambito spiccatamente europeo.

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